Il Tirreno – Il Villaggio della Carità cresce arriva il super frigo per gli alimenti


Il Villaggio della Carità cresce
arriva il super frigo per gli alimenti

Il regalo del Rotary Club al “ristorante” di Corea la Caritas distribuisce 47mila pasti l’anno

 

la storia

Matteo Scardigli

Il sogno di Don Nesi, il Villaggio della Carità in via Pira (quartiere Corea), cresce ancora. «Il ristorante», come lo chiama la presidente di Caritas suor Raffaella Spiezio, cioè la mensa che distribuisce gratuitamente oltre 47 mila pasti all’anno, da ieri ha finalmente la sua cella frigorifera. Dono del Rotary Club Livorno, frutto del progetto District Grant, i 27 metri quadri tenuti a meno 18 gradi centigradi sono stati ufficialmente ieri nel corso di una breve cerimonia alla presenza dei soci, i quali poi – dal tavolo della conferenza – si sono seduti a tavola con le persone che hanno contribuito ad aiutare. «Ho raccolto l’eredità di questo progetto, nato quando non ero ancora portavoce del Club, coinvolto dalla tenacia di suor Raffaella», spiega il presidente Fabio Matteucci rendendo omaggio ai due progettisti della cella, Antonio Cioppa e Fabrizio Vitale: «Abbiamo acquistato la struttura grazie anche al contributo di sponsor e amici che hanno partecipato alla gara di golf dello scorso luglio, agli spettacoli “Totò uomo d’amore” (a cui si era prestata la stessa religiosa) e “Vento tra le dita”, e infine al mercatino di Natale. Questo è il nostro granello di sabbia che contribuisce alla realizzazione della struttura di accoglienza.Il dono da 14 mila e 30 euro consentirà al Villaggio di conservare a bassa temperatura il cibo raccolto dai volontari, dando al servizio un valore ecologico che suor Raffaella non manca di sottolineare: «Ogni giorno recuperiamo da supermercati, scuole e porto, cibo che altrimenti andrebbe sprecato». Il tutto confezionato, specifica la religiosa, con un valore aggiunto: «Un pasto lo può distribuire un catering, noi qui diamo a chi vive nel disagio un luogo consumare un pranzo in tranquillità». La cella frigorifera è dunque entrata in funzione, ma «il Villaggio – ricorda suor Raffaella, rivolgendo l’attenzione al secondo lotto della struttura in costruzione – è soltanto all’inizio. È sobrio ma bello, perché a chi è in difficoltà non si possono dare solo gli avanzi». E per Livorno, «che deve imparare l’ottica della condivisione», il Villaggio stesso «è continuità nell’innovazione, proprio come il Vangelo. Un dono in cui la città si può rispecchiare». E proprio in questo senso la religiosa ha mostrato ai suoi generosi donatori i locali della struttura, e li ha condotti di fronte alla targa celebrativa svelata a quattro mani con Matteucci. Giusto il tempo di un applauso e poi via verso le cucine, perché accoglienza e solidarietà non conoscono soste. Il cerimoniale del Rotary è proseguito con la “spillatura” del un nuovo socio, l’amministratore delegato di ISat Andrea Marchesi, ingresso eccezionalmente ufficializzato con l’apposizione della spilletta lontano dalla sede del Club. Quindi, infine, il pranzo al fianco degli ospiti della Caritas; rigorosamente preparato dai partecipanti alla Scuola dei Mestieri, altro progetto dell’inesauribile suo Raffaella. —